PEPPINU MEREU : Un Poeta Nazionale.
(Piera Serusi dal giornale L'Unione Sarda)
Tonara.
Adesso che arriva anche un grande studioso della letteratura italiana per confermare che Peppino Mereu è uno che vale, saranno contente le generazioni di ragazzi che dagli Anni Settanta in poi hanno fatto i sit-in in piazza o le occupazioni a scuola cantando Nanneddu Meu .
Saranno contenti quelli dei cori a tenore che, ancora oggi, adattano i suoi versi; e i (ancora pochi, purtroppo) professori di italiano che infilano le sue poesie tra le lezioni imposte nel rigido programma ministeriale.
Adesso che pure
Giuseppe Farinelli, professore di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università Cattolica di Milano, nonché direttore della più prestigiosa rivista della materia ( Otto-Novecento ), spiega che il poeta di Tonara: «è al pari dei grandi della Scapigliatura», si può intuire perché è sempre stato il più amato, il più letto, il più cantato, tanto da diventare - soprattutto tra i giovani - una vera e propria icona pop.
Ieri, a Tonara, si è chiusa la rassegna dedicata a Peppino Mereu, tre giorni di manifestazioni (organizzate dal Collettivo presieduto da Renato Poddie) che hanno messo insieme convegni, concerti, incontri letterari, il primo concorso regionale di versi intitolato al poeta, e infine il seminario (coordinato dal giornalista Giovanni Maria Bellu) che ha riunito attorno al tavolo i professori
Antonietta Dettori,
Duilio Caocci e
Gianfranco Tore dell'Università di Cagliari,
Gianluca Bavagnoli
dell'Università di Pavia e
Giuseppe Farinelli della Cattolica di Milano.
«Io, che pure studio letteratura da molti anni, non conoscevo Peppino Mereu e vi dico che mi pento di non averlo incontrato prima - ha esordito il professor Farinelli -.
Avete un poeta straordinario che, per la capacità di osservazione della realtà vicina al verismo e al realismo, per la vena sarcastica e ironica (che mi ricorda Palazzeschi), rientra a pieno titolo nella Scapigliatura democratica».
È il Peppino Mereu ribelle e anticlericale, romantico e maledetto, libertario e universale che - pur vivendo in un ambito provinciale come quello isolano - ha la stessa testa degli artisti e dei letterati del movimento che, prima a Milano poi in tutta Italia, si affermò nella seconda metà dell'Ottocento. «Quando l'ho letto, nella traduzione in italiano che rende benissimo ugualmente, io sono rimasto secco. Mi sono chiesto: dove ha preso tutta questa preparazione, questa cultura? Sapete - ha sottolineato Farinelli -.quanti poeti io lascerei volentieri all'anagrafe defunta? Molti, davvero molti. Anche per questo dico che uno come Peppino Mereu meriterebbe un altro spazio nella storia della letteratura. Occorre farlo conoscere, bisogna portarlo fuori».
Un orizzonte più ampio per il poeta di Tonara che pure, qui in Sardegna, viene studiato all'Università, viene volentieri saccheggiato da cantanti e tenores, ed è l'unico, «a poter vantare - ha puntualizzato
Duilio Caocci - un successo duraturo e intenso che pochi poeti possono vantare».
Dalla prima pubblicazione delle poesie nel 1899, curata da Nanni Sulis, «sono state ben sedici le edizioni, e tutte - ha ricordato lo studioso - hanno avuto un ottimo successo, con impennate nelle vendite in certi periodi storici, ad esempio negli Anni Settanta».
Le edizioni più recenti sono quelle di due case editrici nuoresi: Il Maestrale, che ha pubblicato Poesie complete , raccolta curata da Giancarlo Porcu; e Ilisso, con Poesias , curata da Marco Maulu.
«Spero che manifestazioni come questa servano a riappacificare il paese col suo poeta», ha auspicato il sindaco Renato Tore. Peppino Mereu non ebbe mai un buon rapporto coi compaesani. Si era arruolato per fame a vent'anni nei Carabinieri, venne congedato dopo soli quattro anni perché malato di tubercolosi e - costretto a lasciare la fidanzata Maria Domenica Dore, di Florinas - rientrò a Tonara dove, per poter mangiare, dovette pure cantare alle feste e ai matrimoni. Una vita di grande povertà, («nell'ultimo inverno - ha raccontato il sindaco - per accendere il fuoco fu costretto a usare i fogli delle sue poesie»), mentre il suo carattere scontroso e lo spirito anticonformista creano attorno a lui l'aura di poeta scomodo.
A Tonara non c'è più nemmeno la tomba di Peppino Mereu.
Negli anni Venti, quando fu costruito il nuovo cimitero, non si pensò di conservarne i resti e di fare una lapide: finì tutto nella fossa comune.
Oggi, in memoria del poeta, a Tonara c'è un busto davanti al Comune e la piazza col monumento.
C'è il Collettivo che da trent'anni lavora per far conoscere le opere, c'è questa rassegna di tre giorni, e il premio di poesia per i ragazzi.
«Diventeranno appuntamenti fissi, ogni anno», assicura il sindaco.
E chissà se adesso Peppino Mereu riposa in pace.