in breve In breve : La Tradizione e l'innovazione della Tessitura a TONARA


LA TESSITURA A TONARA

La tessitura Umana, a mano e industriale

(in alto) Tessitura a Tonara, 1956 ( foto Marianne Sin-Pflaltzer).

 

( In alto) Telaio per tappeti, in A. Imeroni "Piccole Industrie Sarde" Milano- Roma 1928

( In alto) Bisaccia, inizio sexolo XX ( particolare) 136x 53 cm ordito e trama in lana, telaio orizzontale. Nuoro Collezione privata

( In alto)  La pettinatura della lana, Tonara 1955 ( foto Mario De Biasi)

( In alto)  La pettinatura della lana, Tonara 1955 ( foto Mario De Biasi)

( In alto)  Scardasso e pettine per la lana, inizio secolo XX, rispettivamente  23 e 26 cm  Aggius  Museo Etnografico Olivia Carta Cannas
Un pennecchio di lana , ben sistemato  su uno scardasso  tenuto con la mano sinistra , veniva "pettinato"  con un altro scardasso che si
teneva con la destra, orientando in tal modo tutte le fibre nello stesso verso. Le fibre migliori, vale a dire il pelo pių lunghi, erano utilizzate
per il filato dell'ordito dell'orbace, delle coperte realizzate col telaio verticale , delle bisacce estive ecc. ; le fibre pių corte e deboli  che erano
rimaste nel pettine, il cosiddetto sottopelo, sfioccate ulteriormente con le mani , ripassate nello scardasso e arrotolate a formare pennecchi,
venivano invece destinate alla trama.

( In alto)  La pettinatura della lana, Tonara 1955 ( foto Mario De Biasi)

( In alto)  Arcolaio, inizio secolo XX 104 cm collezione privata

( In alto)  Aspo, inizio secolo XX collezione privata. Dal fuso il filato veniva trasferito all'aspo per formare le matasse che sarebbero successivamente
sottoposte a tintura e inutilizzate per la trama

( In alto)  Fusi, inizio secolo XX rispettivamente 37 e 43 cm Aggius Museo etnografico Olivia Carta Cannas

( In alto)  Ruota per preparare i rocchetti, inizio secolo XX 40 cm collezione privata

( In alto)  Preparazione dei rocchetti, 1956 (foto Marianne Sin-Pfaltzer)

( In alto)  Donna alla gramolatrice, 1904 circa ( foto Max Leopold Wagner). Gli steli del lino venivano battuti col mazzuolo ( come quelli che si scorgono
nella parte bassa della foto) per staccare le radici dalle fibre. Solo dopo si procedeva alla gramolatura: lo strumento usato era la gramola. L'operazione aveva il compito di eliminare le parti dure e veniva ripetuta numerose volte.

( In alto)  Bisaccia, fine secolo XX 15 x67  cm  ordito e trama lana, telaio obliquo. Nuoro Museo della Vita e delle tradizioni Popolari Sarde

( In alto)  Coperta,  Tonara inizio secolo XX 229x198 cm cordito e trama in lana, telaio verticale. Nuoro, Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari
Sarde. La coperta č realizzata con tecnicadi tessitura con trama a vista ed in particolare a trame alternate in pių colori per creare i minuti motivi decorativi policromi che si susseguono su pių ordini di righe. L'ordito č in lana sarda di colore bianco naturale con buona torsione.La trama in lana sarda colorata a torsione lenta.

( In alto)  Coperta, Tonara  inizio secolo XX 226,5x193 cm ordito e trama in lana, telaio verticale, Nuoro Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari sarde.

( In alto)  Bruno Contieri, Tappero,Tonara    1969 313x252 cm ordito e trama in lana, telaio verticale. Sassari, collezione privata

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