COMUNE DI TONARA
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TONARA, DATI STATISTICI
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Tonara


Tonara

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Tonara
[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Tonara]]
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Sardegna
Provincia: stemma Nuoro
Coordinate: 40°1′0″N 9°10′0″E / 40.01667, 9.16667
Altitudine: 910 m s.l.m.
Superficie: 52,12 km²
Abitanti:
2.397
Densità: 45,99 ab./km²
Frazioni: Monte Corte, Telleri, Stazione Desulo-Tonara, Ilalà (abbandonato) 
Comuni contigui: Austis, Belvì, Desulo, Sorgono, Tiana
CAP: 08039
Pref. tel: 0784
Codice ISTAT: 091093
Codice catasto: L202 
Nome abitanti: tonaresi 
Santo patrono: San Gabriele 
Giorno festivo:  
Sito istituzionale
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Tonara è un comune della provincia di Nuoro. Era parte della disciolta Comunità Montana n° XII Barbagia - Mandrolisai. Il paese è noto in Sardegna per la produzione artigianale e il commercio del torrone. Negli ultimi anni il commercio del torrone sta superando quello che è il mercato dell'Isola per approdare in varie regioni Italiane. Discreto lo sfruttamento del patrimonio forestale che è rivolto principalmente alla produzione di legna da ardere e in piccola parte legname da opera (castagno). Irrisorio al confronto degli altri comuni sardi l'apporto economico dell'allevamento. A Tonara è anche in sviluppo il turismo montano, che in Sardegna non ha mai goduto di grosse fortune. In Sardegna il paese è noto anche per aver dato i natali a uno dei più importanti poeti in lingua Sarda: Peppino Mereu.

Indice

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Popolazione [modifica]

Abitanti [modifica]

Gli abitanti di Tonara, complessivamente 2397, si chiamano tonaresi.

Dialetto [modifica]

Il dialetto parlato è il sardo nella variante barbaricina accomunabile ad altri tre paesi della Barbagia di Belvì: Belvì appunto, Aritzo e Desulo.

Economia [modifica]

il paese è a forte vocazione agricola (noceti e castagneti) ma è anche presente l’ allevamento ovino e caprino. Negli ultimi decenni, l’ industria alimentare del torrone ha fatto conoscere Tonara oltre i confini della Sardegna, ma l’ artigianato delle cassapanche di legno e dei campanacci per il bestiame sono altri due punti di forza in ambito regionale per il paese barbaricino.

Amministrazione comunale [modifica]

Sindaco: Renato Tore (centro-sinistra) dal 8 maggio 2005 (1° mandato)
Centralino del comune: 0784 63823 - fax 0784 63246
Email del comune: info@comunetonara.org

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti


Territorio [modifica]

Il comune di Tonara come ora lo conosciamo, è nato dalla fusione di 3 rioni: Arasulé, Toneri e Teliseri. Oggi a questi 3 si sono aggiunti altri 2 quartieri e tutti sono dotati di un proprio comitato per relazionarsi con le istituzioni comunali e sono: Su Pranu 1 e Su Pranu 2. Il territorio estende per 52,12 Km e comprende le frazioni di Monte Corte, Telleri e Stazione Desulo-Tonara (che prende il nome proprio dalla vicina stazione). Fra i comuni più alti della Sardegna è situato nella regione del Mandrolisai , circondato da boschi di lecci, querce, castagneti e nei fondovalle noccioletti, è uno dei comuni più "verdi" della Sardegna, ricco di acque e sorgenti perenni anche se nessuna di grossa portata, tutte tributarie del fiume Tirso. A breve distanza dal paese si trovano punte piuttosto alte come Mungianeddu (1468 m.) e Genna Flores (1496). Nel territorio di Tonara sono presenti numerose specie endemiche sia vegetali che animali e alcuni rari tipi di uccelli come l’ Astore Sardo, la Poiana di Sardegna e lo Sparviero di Sardegna. Numerose sono le specie di felci ma la specie vegetale padrona e simbolo di Tonara è senza dubbio il Castagno affiancata dal Leccio e in misura minore dalla Sughereta. Degna di nota è anche la componente micotica, i boschi tra Desulo e Tonara infatti sono rinomati per la presenza di nobili funghi quali l’ ovolo buono e il porcino nero.

Storia [modifica]

Preistoria [modifica]

Nonostante sia nato nel XVI secolo, Tonara conserva numerose testimonianze prenuragiche. La grotta funeraria di Pitzu e' Toni e la Domus de Janas di Is Forreddus lungo la direttrice per Sorgono ne sono testimonianze. Sono tombe scavate nella puddinga su diversi livelli comunicanti tra loro. Del periodo nuragico sono invece rimasti i nuraghi su Nurazzu e su Pranu. A Tonara si ritrovano anche dei resti romanici dell' antica Tonnai, nucleo romanico da cui probabilmente deriva il nome del paese.

Medioevo [modifica]

Nel medioevo, il centro di Arasule era il più popoloso ed era dei 3 il più alto in quota, a questi si aggiungeva Ilalà che nel XVIII secolo vide i suoi abitanti trasferirsi nell’ ormai consolidato nucleo di Tonara. Venne inserito nella curatoria del Mandrolisai appartenente al Giudicato di Arborea. Alla caduta del giudicato passo tra le mani di molti feudatari concessionari, mantenendo però una certa libertà fino al 1716. Gli Asburgo infatti cedettero il paese ai Valentino che vi esercitarono un certo poter, malgradito ai tonaresi, fino al 1838.

Età Moderna [modifica]

Nel 1846, Tonara era un paese di 2476 abitanti. Secondo il Dizionario del Casalis gli alfabetizzati erano poco più di 50 e le donne con la loro filatura davano un buon apporto all’ economia del paese. Noceti e Castagni venivano considerati all’ epoca, di miglior uso rispetto ai cereali, inoltre sgravavano dalla cura dei campi. I formaggi bianchi erano smerciati a Napoli. L’ economia tonarese sviluppatasi ulteriormente proprio nel XIX secolo si uni a una sorta di vocazione turistico-montana. Nel 1927 La neonata Provincia di Nuoro accorpò nei suoi territori, anche Tonara.

Arte e Cultura [modifica]

  • Casa Porru: è una costruzione vasta, in passato adibita anche a prigione. La sua costruzione è caratteristica del tonarese, è infatti costruita in schisto e legno.
  • Chiesa di San Gabriele: costruita nel XVII secolo e ricostruita nel XIX è la chiesa parrocchiale. L’ unico avanzo della chiesa originaria è il campanile costruito nel 1607 poco distante dalla chiesa.
  • Chiesa di Sant’ Antonio: è una chiesa cinquecentesca che al suo interno ha un pregevole pulpito ligneo.

Feste e Tradizioni Popolari [modifica]

  • Festa del Torrone: Istituita nel 1979 per il ricordare il poeta Peppino Mereu, inizialmente si svolgeva la seconda domenica di Luglio. Da qualche anno a questa parte, la festa è stata spostata al week-end pasquale. Lo scopo è quello di promuovere il torrone, fiore all’ occhiello del centro del Mandrolisai con degustazioni, vendita, e preparazione in loco del dolce stesso. Naturalmente immancabili come contorno sono gli spettacoli folkloristici.
  • Campanaccio d’oro: Affiancato nel 1984 alla festa del torrone, è una sfida tra gli artigiani del paese, Tonara infatti è nota oltre che per il torrone proprio per i campanacci per il bestiame.
  • San Gabriele: 2 Agosto: è la festa del patrono del paese. Dura per 3 giorni toccando il suo massimo splendore con la sfilata per le funzioni religiose degli splendidi costumi tradizionali.

Costume Tradizionale [modifica]

Femminile [modifica]

Costume della sposa [modifica]

Costume femminile di Tonara (bambina a destra, la più piccola ha un misto Tonara-Desulo)
Costume femminile di Tonara (bambina a destra, la più piccola ha un misto Tonara-Desulo)
  • Sul capo: Su Mucadore, Fazzoletto in Tibet marrone ricamato con filo di seta colorato, è quadrato e si dispone a triangolo.
  • Camicia: Sa Camisa , di tela mussolina è ricamata nel collo e nei polsini con su bastonette. La pettina (pettorra)e ricamata a filè e le maniche sono ampie.
  • Busto: Is Palettas è di veri colori, in broccato o terziopel guarnito da trine dorate bordato di seta nera o blù. È chiuso con ganci.
  • Giacca: Su Zippone è in broccato con bordo di seta nera guarnito con nastro tirolese (fitta), le maniche sono aperte all’ avambraccio da cui vi esce forse la camicia i polsini sono chiusi a fiocco (sos fioccos). Sul retro si notano 14 doppe pieghe (is alettas).
  • Gonna: Su Abbrazzeddu è di orbace rosso con balza nera di raso o seta detta s’infertoiu: è rifinita in alto con nastri a fiori colorati (arrefettu) e in basso con nastro nero (orrolu). È plissettata dalla vita in giù e in vita è rifinita con nastro a fiori (trinza).
  • Grembiule: Sa Chinta è di orbace o panno rosso ornato con s’arrefettu e s’orrolu. Si lega in vita con su trancafilu un laccio doppio che passa in due ganci d’ argento.
  • Gioielli: Bottoni d’ oro per chiudere la camicia; spilla d’ oro per il fazzoletto; ganci d’ argento per il grembiule.

Costume giornaliero [modifica]

  • Sul capo: Su Mucadore, Fazzoletto in Tibet nero ricamato, è quadrato e si dispone a triangolo ma è più piccolo di quello della sposa.
  • Camicia: uguale alla sposa.
  • Busto: di stoffa semplice velluto o broccatello.
  • Giacca: Su Zippone non è indossato.
  • Gonna: uguale a quella della sposa.
  • Grembiule: Su Deventali di stoffa qualsiasi.
  • Gioielli: non sono indossati.

Costume della Vedova [modifica]

Le vedove tingevano di nero il proprio costume o lo riconfezionavano con stoffe nere.Sul capo avevano su manteddu un drappo quadrato che nascondeva parte del viso e formava sulla fronte una punta verso l’ alto (su biccu). Le anziane avevano s’iscuffietta che teneva in ordine i capelli

Maschile [modifica]

  • Copricapo: Sa Berritta Longa è di panno nero, molto lunga e si indossa ripiegata.
  • Camicia: Sa Camisa è a collo basso di tela o lino bianca. È a doppio petto, guarnita con piegoline e chiude con un bottone al collo.
  • Giacca: Su Zippone è di orbace o panno rosso, con bordo di velluto nero a doppio petto e chiusa con legacci di cuoio. I signori avevano la cinta con borse di cuoio (brentera). Sa gabbanella era di orbace nero con cappuccio e arriva sino al ginocchio. I pastori avevano anche su saccu, fatto di orbace.
  • Gilè: Sa Este ‘e Pedde è di capretto o agnello nero ed è conciata all’ interno.
  • Gonnellino: Sa Cardagula è di orbace nero con bordo di panno nero. Plissettato in vita, si allarga a campana.
  • Calzoni: Sos Carzones, di lino bianco portati dentro le ghette.
  • Ghette: Sas Carzas sono di orbace nero.








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